martedì 22 luglio 2008

... le non guide

Non sono una perfetta viaggiatrice.

Le guide le ho sempre comprate una settimana prima della partenza e lette in aereo o in albergo prima di dormire.
Tendo a perdermi nei luoghi e a non aver mai mete precise, ma visioni letterarie e oniriche con le quali gironzolare: i negozi di Nolita, il ristorante da 4 tavoli in un angolo di Frederikshavn (mancava Babette a servire), i falafel del Marais, atroci periferie, lo sculpture garden di Glengarriff, palazzoni tutti uguali e cimiteri romanticissimi....


Son pessima nella programmazione, ma se vai in un paese in cui non solo nessuno parla la tua lingua ma nessuno parla decentemente l'inglese, forse un minimo ci va ... è per questo che parto con un ingegnere. La vera alternativa alle guide! ;-DDD

La mia (non solo la mia a dir il vero) preparazione ai viaggi è quasi esclusivamente con libri e film e al momento sto spaziando da Miyazaki a Murakami passando per Sofia Coppola, Ferguson e Ken il Guerriero per non parlare dei miei amati autori macrobiotici (è il mood non l'effettivo utilizzo che conta).

Il primo ...

Autostop con Buddha di Will Ferguson ( i numerosi segnali divisi per colore e argomento mi dicono che devo aver del dna da ing pure io....urgh!!!!)



In autostop per il Giappone da Sud a Nord alla ricerca dei sakura (i fiori di ciliegio), Ferguson dichiara un amore senza fine per un paese e un popolo che commuove per la gentilezza e fa sganasciare dalle risate per le idiosincrasie, che ha una cultura così profonda e una passione per le convenzioni da sgomentare ... un popolo che non farà mai sentire uno straniero a casa ma che gli consentirà di entrare nella propria e gli darà pure la cena e un futon.
Un esempio: i giapponesi non fanno autostop e lo trovano disdicevole ma non vi lasceranno per strada e basterà dire che non siete pericolosi (gasp) e vi accompagneranno fino alla vostra meta ritardando in ufficio (cosa che non avranno fatto nemmeno per la nascita del loro primo figlio). ;-))

Esilaranti le pagine sulle confusioni linguistiche: quella su carote e umani mi ha regalato sguardi allibiti sulla metro.

.... continua.....

3 commenti:

Mauroppi ha detto...

Un commento fuori tema e un consiglio per la vostra colonna sonora...così penserete un po' anche a me!
:-)

Louise Attaque: "Shibuya Station" (Album: A plus tard crocodile)

"We’ll play at Shibuya Station
Enjoy Tokyo’s emulation
Here goes
Time has come for action
Relish Tokyo’s emulation"

baci!
Mauroppi

Petula ha detto...

maura... thanx ... è nella nostra colonna sonora!!! ;-*

baroccogiapponese ha detto...

A me piacque molto anche "Il Giappone e la Gloria" , di Alex Kerr. Ora lo apprezzo un po' meno, ma è stato lo spunto per una vacanza bellissima nello Shikoku e sul Koya-san. Che ho fatto in Autostop, seguendo il libro di Fergusson e la guida per autostoppisti in Giappone.
Anche Ore Giapponesi non è male, anche se un po' datato, forse. "In Asia" di Terzani è una buona lettura, ma non molto Japan-friendly.