martedì 30 settembre 2008

Verso Kyoto

Il paesaggio scorre veloce dal finestrino dello shinkansen verso Kyoto.
Rimango incantato, con il naso contro al vetro, guardando scorrere a trecento all'ora la lunga teoria di case tra Tokyo e Osaka, interrotta qua e la` da qualche zona agricola.
In cuffia "Alone in Kyoto" degli Air.
Mi sento in una scena di Lost in translation :D



Anche oggi piove. Anche a Kyoto.
L'albergo che ho prenotato dopo non poche difficolta` e` in una bella zona, tra lo Heian-jingu e il quartiere di Gion, ma non e` vicino alla stazione.

Decidiamo di prendere un taxi.
Il tassista, un omino ben oltre l'eta` della pensione, smadonna vistosamente appena addocchia i nostri tre valigioni. Ma l'orgoglio giapponese gli impedisce di tirarsi indietro. Armatosi di elasticone, issa i valigioni rifiutando ogni aiuto e partiamo con il bagagliaio semi aperto.

L'albergo e` abbastanza spartano, per usare un eufemismo.
La Rough Guide e` stata troppo generosa descrivendolo come "senza fronzoli".
Nessuna connessione in camera... era prevedibile. Un computer condiviso nella hall quasi sempre occupato.
(per questo stiamo postanto in ritardo).
In camera il televisore e` a monetina! Non che pensassimo di usarlo, ma questo non l'avevo mai visto. Peggio della doccia a monetina delle spiaggie liguri ;)
Nella camera stanno a malapena i tre letti e il bagno ha le dimensioni di quello di una roulotte.

Vabbe`... ci accontenteremo.
Le previsioni danno miglioramento per domani.
Ah... dimenticavo: siamo riusciti a prenotare per il concerto dei Kodo.
Erano rimasti si e no una decina di posti in una sala di almeno mille.
Vedremo i Kodo al Kaikan hall di Kyoto!
Roba che potremo raccontare, tra molti anni, ai nipotini davanti al focolare :D

lunedì 29 settembre 2008

Sushi a colazione

Oggi sveglia all'alba... anzi molto prima, per essere alle 5 e mezza al mercato del pesce di Tsukiji.
(Commento da chi non ama il pesce: mai vista una collezione così vasta di robe puzzolenti, viscide, striscianti o con tante zampette ;) )


Interessante comunque, anche se io l'avevo già visto l'anno scorso.
Ma almeno Petula è contenta perchè ha potuto finalmente far colazione con il sushi, e sicuramente del più fresco che si possa trovare.
Mentre lei mangiava io e Dario abbiamo fatto due passi tra le viuzze all'esterno del mercato: altro pesce sarebbe stato veramente troppo :)

Ancora più felice lasciata libera di scorazzare nei tre piani del gigantesco Muji di Ginza... mentre noi facevamo un giro al vicino Bic Camera a vedere TV al plasma e attrezzature fotografiche.

Poi sono stato contento io, che in un negozio di 4 piani di Akihabara ho scovato un librone illustrato su Gundam: con i libri su Miyazaki presi al Museo Ghibli sto rischiando seriamente il sovrappeso del bagaglio...

Piove da schifo.
Stasera magari rifacciamo un giretto a Shinjuku, così saremo in una vera ambientazione alla Blade Runner: notte, pioggia, folla multicolore, ombrelli, insegne luminose, vocine automatiche incomprensibili che ci parlano da ogni angolo.


Domani partiamo per Kyoto.
Speriamo di avere una connessione comoda come qui a Tokyo (in camera ;) )

domenica 28 settembre 2008

Grandi camminate

La temperatura è scesa abbastanza, rispetto ai 30° dell'altro giorno. Ora si gira bene per la città, senza sudare.
Peccato per il cielo nuvoloso, che promette continuamente di piovere, anche se per ora non mantiene le promesse.

Giornata di camminate, con l'atlante tascabile sempre in mano.
Le strade di Tokyo seguono evidentemente una geometria non euclidea. Basta distrarsi un attimo per trovarsi da tutt'altra parte, pur convinti di aver seguito la direzione giusta.

Non parliamone poi quando i percorsi pedonali cominciano a moltiplicarsi anche sulla verticale, con livelli multipli di sovrappassi e intere vie sotterranee costellate di negozi. Naturalmente intersecando almeno un paio di livelli per le auto, metropolitane e treni.
Succede in zone come Shinbashi o Shinjuku.
Naturalmente tra grattacieli dalle forme più strane e continui lavori in corso per abbattere e ricostruire edifici più alti e bizzarri.

In questi casi anche la cartina, con la sua "vecchia" bidimensionalità, non è più di molto aiuto e bisogna consultare continuamente le mappe della zona, che si trovano per fortuna quasi ad ogni incrocio, dove sono segnate anche scale, ascensori e vari spostamenti nella terza dimensione.



Oggi, dicevo, grandi camminate, guidati anche dai vari consigli che ci avete dato :)
Partiamo dal parco Shiba, per proseguire verso la Tokyo Tower dove non saliamo, ma siamo tentati dai fantastici dolcetti alla banana :)
Poi gli edifici di Tokyo Midtown e infine Roppongi, per salire sulla spettacolare Mori Tower.
Peccato per il cielo grigio, perché la vista da lassù è letteralmente mozzafiato. Oltre al fatto di poter uscire direttamente sul tetto, cosa che in quasi tutti i grattacieli del mondo non permettono i fare.

A sera prendiamo la monorotaia per Odaiba, concentrato di luoghi per il divertimento e lo shopping, condito con una buona dose di kitsch, da una finta Statua della Libertà fino ad un centro commerciale costruito ad imitazione di una citta italiana. O almeno del suo stereotipo, con tanto di colonnati dorici e fontane illuminate ornate con statue di ninfe - tutto in plastica naturalmente ;)



ps petulante....vero che le strade non seguono una geometria euclidea, ma non abbastanza per perdersi per qualche minuto un ing che fotografa qualsiasi cosa almeno 8 volte e soprattutto fa le bizze se non lo si lascia riprendere tutti i treni, aerei, motorini, robe viaggianti su 2/3/4 ruote ;-DDD santa pazienza!!!!

sabato 27 settembre 2008

Ma quanti sono...?

Dovremo rivedere il nostro concetto di "posto affollato" dopo lo shopping sulla Omote-sandō di stamattina.



Dovremo ridimensionare l'idea di "grande magazzino" dopo la visita ai due giganti Tobu e Seibu, GRANDI magazzini che si fronteggiano dai lati opposti della stazione di Shinjuku. Anche questa un mostro dove è fin troppo facile perdersi: abbiamo impiegato quasi 15' di buon passo (senza perderci ;) ) per passare da un lato all'altro, tra la fiumana di persone.

Dovremo mettere in discussione anche la misura di "molte insegne luminose" dopo il sabato sera a Kabuki-cho, famoso più che altro per i localini equivoci, ma in realtà un quartiere dei divertimenti, ristoranti, pachinko e karaoke.
Noi ci siamo limitati ad un ristorantino :)
Un po' Blade Runner, ma senza la pioggia per fortuna :)


Ma quanti sono i giapponesi?! :)

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nota petulante: oggi l'ing si è quasi fatto perdonare (quasi perchè ancora non ho trovato un Muji in cui entrare....) lasciandomi scorrazzare per negozi come un'invasata e portardomi sulla Tokio Metropolitan Tower - il municipio di una sola cinquantina di piani - a vedere uno dei panorami più belli che abbia mai visto.
Ci son tanti totoro in giro per la valigia....;-)

venerdì 26 settembre 2008

Totoro, Fuji e onsen

Due giorni avventurosi...

Dopo tre mesi a parlarne, l'altro giorno siam finalmente giunti nel magico mondo di Miyazaki e di Totoro (per chi non sapesse chi sono: male!!! fate una ricerca su google ;-))!

Alla fermata del bus di Mikata c'era già un mini totoro ad accoglierci e a indicarci, stile Pollicino, la giusta via... e così siamo giunti nella città di Laputa, labirintica e coperta di vegetazione con la ricostruzione del robot a custodia di questo magico mondo.



Nulla in confronto ai parchi americani pieni di giochi e attrazioni,il Museo d'arte Ghibli è quel che il nome intende: la celebrazione e l'archivio dei pensieri e della poesia di un vero genio dell'animazione. Si passeggia così tra la ricostruzione del suo studio alla Ghibli, gli storybord, gli oggetti, le foto, i disegni, le immagini e i libri che continuano a ispirarlo. Non ci sono personaggi con umani dentro a salutarti ma le ricostruzioni dei luoghi all'interno delle quali ci si può muovere liberamente. Unica eccezione il gatto bus di peluche accessibile però solo ai bimbi fino agli 11 anni (UFFFF)
15 minuti di cortometraggio originale e impossibile da vedere al di fuori del museo e Totoro un po' ovunque...con i bimbi giapponesi che spalancano gli occhi e fanno piccole urla di gioia.
Ho anche io pompato l'acqua per l'orto di Totoro ;-DD

Il pomeriggio è trascorso più tranquillamente tra le vie di Asakusa con tempio shinto e negozietti di ogni genere..il quartiere degli oggetti da cucina meriterebbe un'intera giornata ;-D

La giornata "andiamo ad Hakone a veder il Fuji e a provar gli onsen" si è trasformata in "ci siam persi nella bufera, speriamo di arrivar a un onsen".
Voler veder il Fuji senza nuvole pare che non solo sia molto difficile ma che porti pure una jella nera (almeno all'ing ;-D), infatti la funivia che porta da Hakone al monte e il battello sul lago erano chiusi causa maltempo, all'inzio ci domandavamo come mai....arrivati sulla cima abbiamo capito: il vento era così forte che non si poteva stare in piedi.
Piccolo particolare: la zona è vulcanica e nota per le fumarole di zolfo quindi oggi con le nuvole basse e il vento non mi sarei stupita di trovare un Caronte giapponese a chiedermi le monetine per trasporto dell'anima ;D

Dopo esserci arrampicati sul monte, esserci persi un paio di volte scendendo con i bus locali (le indicazioni erano scarse e contraddicenti almeno quanto quelle per il centro di Milano), aver rischiato di affogare l'ing che si ostinava a farci voler andar a veder una villa imperiale - bella di certo ma tirava una bora triestina e faceva un freddo da bronchite - abbiam potuto immergerci nell'acqua rovente di un tradizionalissimo onsen.


Semplice e rustico, nulla a che vedere con le nostre terme, ma a 750 yen (meno di 5 euro) si può sguazzare in vasche di roccia con acqua caldissima per ore e uscirne rilassati e lessi come trote .
I tatuaggi non sono un problema per nessuno, regole ferree da seguire e tanto buonsenso: ci si lava molto molto molto bene prima e poi ci si immerge in acqua nudi (zone separate) e ci si ammolla quanto si vuole: da tener presente che l'acqua va dai 40°ai 50° (molto molto molto calda).
Gli asciughini dell'onsen ora son un prezioso souvenir ... e visto che è piaciuto parecchio a tutti non resta che ripetere l'esperienza ;-))

mercoledì 24 settembre 2008

Templi, demoni e soba fumante

Oggi primo viaggio in Shinkansen :)
Gita fuori porta a Nikko, spettacolare zona di templi buddisti e santuari shinto, tra i boschi, ad un'oretta e mezza di treno da Tokyo.



Unico neo della giornata, la Villa Imperiale chiusa. Probabilmente perchè oggi è festa nazionale (per l'equinozio).

Il sole continua a seguirci e anche le previsioni promettono abbastanza bene.
Speriamo.

Pranzo in un chioschetto rustico che prepara solo soba e udon, dove ti aspetteresti di trovare a mangiare l'ispettore Zenigata :)



Domani abbiamo la tanto attesa visita al Museo Ghibli! :D

martedì 23 settembre 2008

Solo questione di punti di vista

Finalmente il sole :D
E col sole il caldo. La ghiaia scura della spianata di fronte al Palazzo Imperiale faceva effetto pietra ollare.

Povvidenziale un enorme prato stile moquete, all'interno del un tempo palazzo degli shogun Tokugawa, ora parco pubblico.
Stravaccati a piedi nudi e all'ombra di un albero abbiamo riacquistato l'uso delle gambe.


L'accesso al parco è assolutamento gratuito.
Per un motivo che non riusciamo assolutamente a spiegarci, all'ingresso ci viene consegnato un talloncino di plastica, da un solerte omnio in guanti bianchi vestito stile-poliziotto (qui son tutti vistiti stile poliziotto coi guanti bianchi: tassisti, capostazione, autisti, parcheggiatori....).
All'uscita, dall'altro lato del parco, riconosegnamo il talloncino e veniamo semplicemente salutati con l'usuale, cantilenante, "arigatogozaimasu".

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Molto istruttiva la visita allo Yasukuni-jinja - il santuario shinto sede delle anime degli eroi di guerra giapponesi di tutte le guerre - e soprattutto del vicino Yushukan - il museo della guerra, dal punto di vista del Giappone.


Non sapevo, ad esempio, che il Giappone si fosse fatto in quattro per "liberare" i popoli del sud-est asiatico oppressi dal colonialismo occidentale.


Non sapevo che la storia dell'espansione nipponica negli anni '30 e '40 si fosse risolta in una serie di "incidenti" - ad esempio a Nankino - ma nessuna battaglia o invasione.

Non sapevo nemmeno che il Giappone si fosse prodigato per evitare ad ogni costo la guerra: la traduzione in inglese diceva esattamente "Quest to avoid war..." ;)

Trovo sempre interessante vedere le cose da un punto di vista diverso da quello al quale siamo abituati. ;)

Certo è che non si impara mai dalla storia.
In una bacheca leggo che "...a Nankino, i militari cinesi travestiti da civili furono duramente perseguiti".
Mi ricorda notizie più recenti: "...un missile colpisce un villaggio durante una festa di matrimonio. Uccisi 30 Talebani travestiti da donne e bambini".

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Sera, giro a Ginza.
Petula non ha ancora smesso di rinfacciarmi di averla trascinarta fuori da un Muji di 3 piani, ma la strana luce nei suoi occhi, quando si sono aperti davanti a noi non so quante migliaia di metri quadri di negozio, mi aveva fatto paura ;)

lunedì 22 settembre 2008

Stagni, ombrelli e Totoro di peluche

Stamattina, il naso messo fuori dalla finestra - quella verso la strada, perché dall'altro lato c'è il muro di un altro edificio a meno di un metro: situazione tipica tokyoita - si è subito bagnato da quanto pioveva.

Allora Piano B: Museo Nazionale di Tokyo, per vedere le raccolte di pezzi storichi giapponesi.
Ma c'è un problema. Lunedì: giorno di chiusura dei musei.

Nessun problema. Piano C.
...dov'è finito il Piano C? Chi è che lo doveva portare?

Improvvisiamo.
Attraversiamo il parco di Ueno. Lo stagno, stracolmo di piante di loto, sotto la pioggia ha un suo fascino particolare.

Poi attraverso il quartiere di Yanaka, andando più o meno a caso.
Il Cimitero di Yanaka. Stranissimo. Niente a che vedere con i nostri cimiteri.
In parte parco, meta ambita dei pic-nic di hana-mi, alla fioritura dei ciliegi; in parte spezzettato in mille piccole appezzamenti tra le basse case del quartiere.
Tra l'altro uno degli itinerari percorsi dalla Marangoni nel suo "Tokyo".

Intanto la pioggia pian piano diminuisce.

Ci spostiamo a Shibuya.
Pranzo al secondo piano dello Starbucks, guardando la folla di ombrelli che attraversano tutti assieme l'incrocio più famoso di Tokyo.
Siamo in una scena Lost in Translation! :)
Peccato manchi Scarlett Johansson ;)





Per digerire niente di meglio dell'iperstimolazione del centro commerciale trend-setter per i teenager giapponesi: lo Shibuya 109.
Un concentrato delle mode per noi più strampalate. Il festival del leopardato o dello zebrato e della biancheria fucsia col pizzo nero - rigorosamente sintetica.
Sembra che vada di moda il "peloso": dal maglioncino all'intimo :)

Poi a piedi fino alla Omotesando, con i suoi negozi tutti particolari in cui curiosare.
Le soste principali: Condomania, un negozietto con tutte le varianti immaginabili sul tema ;) e Kiddie Land.
Non è stato facile uscire lasciando un Totoro di peluche alto un metro e mezzo :)


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Attività petulanti preferite: scorrazzare nei cimiteri e nei negozi di ogni tipo.
Chi è venuto con me in vacanza in Irlanda sa che non c'è cimitero gaelico che mi sia fuggito, oggi seguendo le indicazioni di una deliziosa signora dai capelli viola ho scoperto i cimiteri scinto: semplici monumenti in pietra con l'indicazione della famiglia e lo spazio sul retro per inserire lunghi pali di legno con l'iscrizione in memoria del defunto in mezzo a giardini antichi e doveroso tempietto.
Lucide di pioggia e suggestive, le tombe recavano spesso fiori e incensi in onore degli avi. Un modo di pensare alla morte così sereno da rinforzar l'animo.

Shibuya e dintorni mi han vista scorrazzare come un'invasata tra negozi di calzini (memo per gli amici piedoni: i vostri numeri non esistono!!!), di cd, vestiti, giocattoli, bento e tele di ogni tipo. I porelli se reggono il mio ritmo fino alla fine sono da premio ;DDD
Condomania (è proprio quel che sembra e il numero di ragazzine sotto i 18 presenti all'interno e la corripondente assenza di elementi maschili fa parecciho pensare ;)) e Kiddiland meriterebbero una seconda visita...

domenica 21 settembre 2008

Esterno, giorno, pioggia

Sono le 23 locali e siamo abbastanza cotti per la giornata e per i residui di jet-lag.

Stamattina visita al santuario del Meiji-jingu [明治神宮] al bellissimo parco circostante, anche nella speranza di incappare in qualche tizio divertente, vestito in modo buffo, appassionato di cosplay [コスプレ, "kosupure"].
Il parco, dal lato di Harajuku, doveva essere il loro punto di ritrovo, la domenica mattina.
Invece nemmeno l'ombra.
Sarà stato per colpa del tempo che prometteva pioggia?

In compenso, all'interno del santuario abbiamo incontrato tutta una serie di matrimoni tradizionali giapponesi, in costume, con tanto di ombrello nuziale e sacerdote shinto.
Divertentissimo assistere all'organizzazione della fotografia di gruppo sposi-parenti.
Un regista che curava ogni dettaglio, fino alla posizione delle gambe e delle braccia di ciascuno.
Una "preparatrice", ad un angolo, per curare ogni dettaglio del trucco della sposa, seduta davanti ad un condizionatore portatile per non sudare fino al momento dello scatto: mi ha ricordato il pugile, all'angolo, che viene "spugnato" ed istruito dall'allenatore prima del prossimo gong :)


Nel pomeriggio, vista la pioggia incalzante, ci siamo dati allo shopping: materiale fotografico.
E' comodo avere almeno una trentina di grossi magazzini di elettronica di consumo nel giro di 500 metri, ad Asakusa.
E poi un giro nella follia dei bazar-discont giapponesi: un negozio della catena Donkihote (che vorrebbe essere "Don Quixote").
Un concentrato di consumismo e follia, tutto scontato: dal televisore, ai costumi di personaggi manga, dal dentifricio a tutto il necessario per qualunque tipo di pratica ;)

Cena nell'equivalente dell'osteria di quartiere.
A gesti ed indicando i modellini di cera dei piatti, in vetrina, riusciamo a mangiare quello che vogliamo.

Infine bagno alla giapponese: "ammollo" in acqua bollente ;)

Sveglia con terremoto

Stattina sveglia col terremoto.
http://www.jma.go.jp/en/quake/3/21073000391.html

Niente di che, per fortuna.
E' durato pochissimo e nessuno qui ha fatto una piega. Nemmeno noi.

Fa comunque un po' impressione sentir ballare tutto mentre stai seduto sul water elettronico. Ci metti un po' a capire di non essere stato tu a schiacciare il pulsante sbagliato :)

sabato 20 settembre 2008

Arrivati!

Ci siamo!
Siamo a Tokyo.

Subito un breve momento di panico.
Ce la siamo presa troppo comoda, facendo conto sulla tempistica italiana di scarico bagagli.
Così quando siamo arrivati al ritiro bagagli il nostro volo risultava completamente scaricato, ma nessuna traccia dei nostri.
Persi a Tokyo senza nemmeno un paio di mutande di ricambio?!
No. Le nostre valigie erano state accuratamente messe da parte come "non reclamate".

La troppa efficienza ci induce in errore.

All'ufficio dove ritiriamo il JR Pass prenotano di loro sponte il posto a sedere sul Narita Express, scusandosi per non averne trovati tre vicini.

Tutta questa efficienza ci stordisce.

Ad ogni modo arriviamo all'albergo sani e salvi.
Un po' bolliti, a dire il vero, per le 12 ore di volo e tutto il resto.
Per stasera mi fermo qui e passo la tastiera a Petula :)

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Tutto formato petula e ultra veloce, con contorno di gentilezza compulsiva...prodotti Shiseido nei bagni dell'aereo e
pranzo vegano di qualità stupefacente oltre a omini che ti indicano la strada la giusta scala mobile per il treno.

Ho cominciato a inchinarmi ogni due minuti pure io...;-DD

La stanza è da puffi ma c'è il famoso bagno elettronico (ho schiacciato tutti i pulsanti subito e mi ci sono parecchio divertita), wireless gratuito, vasca da bagno stile Totoro, yukata e spazzolini da denti microbici.

Ora nanna...qui sono le 23 e dopo birra formato gigante e tanta soba con alghe sto crollando.
:)

venerdì 19 settembre 2008

Coincidenze

Questo è l'ultimo post prima di chiudere la valigia, spegnere il computer (in questo ordine :) ) e partire.

Ho appena tribolato non poco per cercare una semplice coincidenza per Malpensa, sul sito delle Ferrovie Nord Milano: si ostinava a propormi un improbabile percorso di 1 ora e mezza con un'attesa di 50 minuti per una coincidenza (su 30 minuti sì e no di percorso effettivo).

Il contrasto è stato subito evidente con un paio di "motori di ricerca" giapponesi.

Il primo è messo a disposizione da una certa Jorudan e credo si chiami Norikae-Annai.


Il sito è completamente in inglese (tranquilli :) )
Inserendo partenza e destinazione fornisce una combinazione di possibili percorsi con combinazioni di treni, aerei, metro e bus, segnalando il percorso più veloce, il più economico ecc.
Vengono naturalmente riportati i tempi, i costi e il tipo di treno: importantissimo se si ha il JR Pass che non vale su alcune ferrovie private e sui Nozomi Shinkansen.


Il secondo si chiama Hyperedia-timetable


La home page è in giapponese, ma in alto a sinistra spicca un pulsante "English": da lì in poi tutto in inglese :D

Si può scegliere se includere tratte in aereo o in Shinkansen, con un'opzione per escludere i Nozomi (sempre pensando a chi ha il JR Pass).

Rispetto all'altro sito, Hyperedia-timetable dà anche le tabelle con gli orari di ogni singola fermata di ogni treno.
Mi pare anche che fornisca più alternative di Jorudan, a parità di percorso.

Per quel che posso valutare io, mi sembra che entrambi propongano percorsi e coincidenze abbastanza "furbi". In ogni caso, mostrando diverse alternative di percorso, dovrebbe esserci sempre quella che fa al caso nostro.


In ultimo, per chi preferisce spulciare le vecchie tabelle orarie e trovare da sé le coincidenze, la Japan Railways mette a disposizione in PDF tutti gli orari, in inglese!



Se non ricordo male, il libricino completo in forma cartacea, è disponibile gratuitamente agli uffici informazioni delle stazioni.
La comodità della versione scaricabile è che le tabelle sono suddivise in diversi file - una trentina -  linea per linea. E' quindi possibile scaricare e stampare solo quelle che interessano.

martedì 16 settembre 2008

Acqua calda

Ieri sera cena con amici appena rientrati dal Giappone.
Un sacco di aneddoti e suggerimenti utilissimi (grazie a Francesca e Giorgio, a proposito).
Tra questi, i racconti della visita ad un onsen [温泉, letteralmente "sorgente calda"] hanno confermato la voglia di provare un bagno termale, che tanto appassiona i giapponesi.
[Immagine da Wikipedia]

Devo confessare un certo timore, per gli usi completamente alieni e la rigorosa etichetta dei bagni nipponici.
Ne abbiamo sentito parlare mille volte, letto e visto, ma trovarcisi di persona deve essere tutt'altra cosa.
Quindi raccolgo da siti e libri vari precetti e consigli, su come comportarsi in un bagno pubblico giapponese, senza fare la figura dei barbari incivili. :)
Chiedo di correggermi dovessi dire qualcosa di sbagliato o impreciso: ci servirà per non fare figuracce ;)
Le regole base sono tre:
  1. Lavarsi prima di entrare nella vasca
  2. tutto ciò che non è il corpo nudo (...e lavato, vedi regola #1) è sporco e non deve entrare nell'acqua
  3. in molti bagni non sono ben accette le persone tatuate, spesso indice di malavitosi.
    Pare che questa regola venga applicata con intelligenza. Vedremo se ci cacciano Petula o se le consegnano direttamente la quota mensile del taglieggio :D
I bagni sono generalmente divisi, uomini e donne. Salvo che nei rari casi di bagni misti (konyoku [混浴]). 
Sarà opportuno memorizzare i kanji di "uomo" ([男], otoko) e "donna" ([女], onna).
Prima di accedere al bagno ci si spoglia, lasciando in un cestino di vimini tutti i propri averi. 
Si intende proprio tutti: anche un costume da bagno è considerato portatore di sporcizia (vedi regola #2).


[immagine da Wikipedia]
Per non girare con le pudenda al vento (per quanto il concetto di nudo e i tabù correlati siano molto diversi da quelli occidentali) ci si "protegge" con un piccolo asciugamano, il tenugui [手拭い].
Più che per asciugarsi, il tenugui serve a lavarsi, per strofinarsi durante il lavaggio: seduti su piccoli sgabellini di fronte a cannelle che spuntano dal muro, ci si lava ben bene e poi ci si sciacqua ben bene.
Avvicinarsi alla vasca comune con tracce di sporcizia, o anche solo di sapone, sarebbe assolutamente sconveniente!
Entrando in acqua un agile gesto sfilerà l'asciugamano impedendo l'esibizione di parti improprie al di sopra del pelo dell'acqua, ed impedendo nel contempo che questo sia toccato dalla stoffa (vedi sempre regola #2).

Il tenugui sarà poi posto al lato della vasca oppure poggiato sulla propria testa, per asciugare il sudore che inevitabilmente sgorgerà copioso. Geneticamente noi occidentali sudiamo molto di più degli orientali, ma soprattutto non siamo abituati a fare il bagno nell'acqua alla temperatura del piombo fuso! ;)


Una volta cotti a puntino si può ripetere l'operazione inversa, uscendo dall'acqua.
Per gli ipotesi come il sottoscritto occorre un'ulteriore attenzione: svenire in un bagno a causa della "botta di caldo" è considerato molto sconveniente! :)
Speriamo di aver capito tutto bene e di non violare eccessivamente l'etichetta. Quel tanto che basta a fare la differenza tra l'essere cacciati a pedate e il meritarsi un «..."Jōzu desu ne!", che alla lettera sarebbe quasi un complimento: "Ehi amico, sei proprio bravo!", ma che in effetti si potrebbe tradurre più accuratamente in "Niente male, per uno così scemo".» 
[da Autostop con Buddha, di Will Ferguson]

venerdì 12 settembre 2008

Manca poco

Questo è uno di quei post da blog personali, dove si parla solo dei fatti propri :)

Ci siamo quasi.
Tra una settimana si parte!
Ci stiamo organizzando per scrivere il diario di viaggio in tempo reale. Speriamo di riuscirci

domenica 7 settembre 2008

Campo-grande

Sfogliando qua e là il già citato Ore giapponesi, di Fosco Maraini, ho trovato un bel suggerimento per una meta interessante vicino a Kyoto.


Maraini visita la zona nell'autunno del 1958 e scrive: «La strada per Ōhara [大原] percorre una valle stretta fra le pendici del monte Hiei [比叡山, hiei-zan] da una parte ed i poggi sopra Kurama dall'altra. Ogni tanto i fianchi si allargano ed il breve spazio pianeggiante che risulta appare subito terrazzato a risaie; talvolta invece i monti incombono più vicini, allora rapidi boschi tinti dai colori d'autunno scendono fino a lambire le acque rumorose d'un torrente.
[...]
Dopo un'ultima stretta, ad una dozzina di chilometri da Kyoto, ecco la conca di Campo-grande, cioè di Ōhara.
Fin dai tempi remoti questa conca fu proprietà diretta della casa imperiale. Campi ed aristocrazia, combinazione ovunque piena di fascino [...], che in Giappone si manifesta in maniera particolarmente felice.

[...]
La conca, larga ma non troppo, aprica eppur serrata da ambo i lati fra alti monti severi e boscosi, è cosparsa di villaggi, di templi, di romitori.
Le contadine portano ancora un costume speciale , sfruttato un po' sfacciatamente in certe occasioni ai fini turistici, ma gustosissimo nel taglio delle stoffe e dei colori. Immancabile complemento: la fascina di frasche che si carica, come la brocca dell'acqua in Italia meridionale, sulla testa.», anche se già in una nota del 1988 lo stesso autore precisa che «il bel costume d'Ōhara sopravvive ormai solo tra le commesse dei negozi turistici...»

Prosegue: «Un bastione di grosse pietre coperte dal licheni e borraccine fiancheggia la strada; ad un certo punto vi s'apre una scalinata, tutta cosparsa di rubescenti foglie cadute dagli alberi, che termina sotto un portale dal tetto leggermente ricurvo. Un gaku, un rettangolo di legno preziosamente incorniciato, mostra la scritta "Sanzen-in" [三千院], Tempio Tremila»


Nelle note del 2000 lo stesso autore scrive:
«Ancora salva (ma fino a quando?) è la dolce, gentile, serena, vallata di Ōhara. Il Sanzen-in, il Jakkō-in, e i vari altri templi e sacrari meno noti, restano quasi per miracolo intatti...
Anche le campagne di Ōhara si sono nel complesso salvate dalle solite brutture che appestano i villaggi vicino alle grandi città. Vi si trovano persino delle case rurali, o di stile rurale, col tetto di paglia recentemente rinnovato. [...]»


E conclude:
«Una visita ad Ōhara è un must di qualsiasi sosta a Kyoto»


Seguiremo il consiglio di Maraini: aggiorno subito il non-itinerario :)
Magari tralasciando Arashiyama [嵐山], sul cui effettivo interesse nutro qualche dubbio.



Ah... un'ultima nota.
I giapponesi non si smentiscono mai nella loro passione per mappe e cartine, che - come si sarà forse capito - trovo sempre divertente :)
Sul sito ufficiale di Ōhara (solo in giapponese) si possono trovare due mappe, in versione autunnale e primaverile, con i percorsi e i punti di interesse per ciascuna stagione!

martedì 2 settembre 2008

Punti alti

Tokyo è senza dubbio LA Metropoli. Forse più di New York.
Solo Shangai deve essere altrettanto - o più - impressionante quanto a sviluppo urbano.


L'intera piana del Kantō [関東], quasi completamente urbanizzata, conta circa 30 milioni di persone.
I grattacieli sono concentrati in alcune zone, Shinjuku [新宿区,], Ikebukuro [池袋], Shinbashi [新橋], Roppongi [六本木] e poche altre.


Per il resto sono apāto [アパート, più o meno dall'inglese "apartments"] o manshion [マンション, che starebbe per "mansions", palazzine residenziali di due o tre piani, incredibilmente appiccicate una all'altra, spesso separate da strette stradine.


Il tessuto urbano sembra quindi non avere alcuna soluzione di continuità e si estende letteralmente a perdita d'occhio anche nelle giornate più serene.
Non si può dire che sia bello, secondo i nostri canoni, ma è sicuramente impressionante.
La vista dall'alto, magari al tramonto o di notte, non può non ricordare la sequenza iniziale di Blade Runner :)


Per questo mi annoto alcuni "punti alti" che mi sono stati consigliati, dai quali si può godere di una vista particolarmente spettacolare.


Il primo è sicuramente il Tokyo Metropolitan Government Building [東京都庁舎, Tōkyō Tochōsha], nel quartiere di Shinjuku, al centro di un complesso di edifici modernissimi.
In pratica il palazzo del Comune di Tokyo.
Un edificio disegnato da Kenzo Tange, con due torri che ricordano la facciata di Notre Dame.
La salita al belvedere è gratuita e consigliata specialmente al tramonto.


Nella zona di Ikebukuro mi è stato consigliato il Sunshine 60 Building [サンシャイン60ビル, Sanshain 60 Biru], nel complesso chiamato Sunshine City [サンシャインシティ].


La Tokyo Tower [東京タワー, Tōkyō-tawā], una copia quasi esatta della Torre Eiffel, ma dipinta di bianco e rosso e qualche metro più alta dell'originale, mi dicono essere più interessante come vista "da sotto" che come punto di osservazione.


Probabilmente anche da qualche grattacielo della zona di Shimbashi la vista non deve essere male, sovrastando la Baia e il parco Hama-Rikyu [浜離宮恩賜庭園, Hama-rikyū Onshi Teien].


Il panorama della Baia si dovrebbe poter ammirare anche dallo Rainbow Bridge [レインボーブリッジ, Reinbō Burijji].
Un ponte di 570 metri percorribile anche a piedi.


Il Rainbow Bridge porta alla zona di Odaiba [お台場], delle isolette nella baia originariamente sede di fortezze, artificialmente estese nell'ultimo secolo.
Ad Odaiba, un must è il famoso Fuji TV Building [フジテレビビル, Fuji Terebi Biru].
Nella sfera, al centro della struttura a traliccio, mi dicono esserci un belvedere al quale si può accedere.
[foto da Wikipedia].


Si accettano ulteriori consigli :)