venerdì 16 ottobre 2009

Quando lo spazio è poco...


Con la bolla immobiliare degl anni '80 in Giappone, soprattutto a Tokyo, gli edifici sono stati costruiti su qualunque lotto disponibile.
Anche dove, secondo i nostri standard, non ci sarebbe spazio per un box o un chiosco.

Più di tutti ci colpiscono gli edifici con fronte strada strettissimo, ma molto profondi e ancora più alti.

In altri casi vecchi edifici sono rimasti schiacciati tra giganti moderni, andando a coprire quasi tutte le vecchie finestre (la claustrofobia non dev'essere molto diffusa in Giappone :) )

Questo buffo blog di una ragazza rumena appassionata di Giappone, ha fatto un'intera serie di articoli sugli edifici stretti: Japanese narrow buildings 1, 2, 3, 4, 5, 6


In un contesto del genere alcuni appartamenti non possono che essere minimali.


Però gli affitti sono concorrenziali rispetto a Milano: 50.000 Yen sono, al cambio attuale, 370 Euro e da queste parti con quella cifra non si affitta più di una stanza.. magari un filino più grande, giusto per farci stare un letto ;)

9 commenti:

laFrancese ha detto...

la cosa che al nostro occhio occidentale appare stranissima è che non condividono i muri limitrofi, disperdendo ancora di più lo spazio

Nicus ha detto...

@laFrancese: hai ragione!
Credo che sia per ragioni di staticità, in un Paese dove i terremoti sono all'ordine del giorno.
Ogni edificio è libero di traballare (ed eventualmente crollare) per conto proprio.

Luca da Osaka ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luca da Osaka ha detto...

La ragione non e' per ragioni di statiticita'.
Le ragioni sono legali, per avere il permesso di attaccarsi a un altra casa vi e' un iter mastodontico.

La seconda ragione e' se c'e' da restaurare o rifare mezza casa devi chiedere il permesso al vicino, essendo staccati butti giu e rifai la casa a forma di uforobot e nessuno ti puo rompere.

Due anni fa fecero delle bellissime villette a nishinomiya najo e fu difficilissimo venderle per la semplice ragione che erano tutte connesse come in Italia.

Il discorso dell' oscillare e' funzionale ma quando le case sono troppo vicine si tamponano ;-) fra loro facendo molti danni.

Inoltre vi e' il terribile sistema di dei lotti di terreno, ogni appezzamento e un zona edificabile.
Non so se hai presente i classici programmi della dream house.
Gente che spende 5000man per casa e terreno (8tsubo edificabili) per costruire un trabicolo invivibile.
Solo per stare in centro e respirare lo smog. (non li capiro' mai con itreni vai ovunque in poco tempo).

Luca da Osaka ha detto...

Esempio pratico di impossibilita se addiacenti.
Ho la casa di famiglia e volevo far buttare giu tutto, allargare il garage e aggiungere una cantina( e' una casa in collina quindi tutto il terreno e' terrazzi) Essendo la casa costruita su terrazzone di cemento e terra per lavorare il terreno devo avere il permesso dei due vicini essendo che la base e' in comune.
Ho rinunciato all' impresa

Nicus ha detto...

Ciao Luca.
La questione delle case appoggiate che si trasmettono le oscillazioni e quelle vicine che si "tamponano" credo sia po' più complicata ;)...

Quanto alla questione legale.
La capisco nei casi che citi.
Le case vicine hanno elementi strutturali in comune: i muri divisori portanti delle villette a schiera, la base in cemento...

Nel caso dei classici condomini nelle città italiane, però, i muri portanti sono indipendenti nonostante siano vicinissimi.
Li puoi abbattere e ricostruire indipendentemente dal vicino.

Non capisco quale sarebbe la differenza, per un costruttore giapponese, tra costruire a 1cm o a 50cm dal vicino.
Tanto se ne sbattono comunque di coprire le finestre del vicino ;)

C'è forse qualche legge che impone la distanza?
Non credo, visto che mi confermi che anche un appezzamento di 2mq è teoricamente edificabile.
Quindi perché non sfruttarlo al massimo guadagnando quei pochi centimetri?

Oppure sei considerato "vicino" solo se stai, che so..., a meno di 30cm? :)

Luca da Osaka ha detto...

Scherzavo sui tamponamenti anche se in buco di appartamento in cui vivevo l' aria condizionata (quella attaccata al vetro) e' volata dentro la casa del vicino durante un terremoto.

Sul discorso distanze ci sono delle leggi un giorno ne faro un post ma non ho ancora delle complete mi sto documentando.
Ma da quello che ho capito proprio la presenza di finestre sui lati implica l' impossibilita di attaccarsi.
mistero giapponese

Bruno ha detto...

Mi sta venendo una certa claustrofobia....

Gabriele Gualco ha detto...

Ciao Nicus, sono Gabriele, amministratore del blog Gabriele Gualco in Viaggio http://gabrielegualcoinviaggio.blogspot.com.
Mi piacerebbe attuare uno scambio link.
Ti inserisco nel blog in "scambio link".
Spero ricambierai, lasciami un commentom di conferma!
A presto
Gabriele