mercoledì 29 aprile 2009

Guide e cartine a domicilio

Forse non tutti sanno che... si può richiedere all'ente turistico giapponese di inviarci a casa un po' di materiale informativo, assolutamente gratuito.

Per farlo si può utilizzare il modulo a questo indirizzo.
http://www.seejapan.co.uk/contact/inquiry/general_inquiries.html

Io l'ho fatto e circa due settimane dopo mi arriva  una grossa busta.

Quasi tutto il materiale è tradotto in quell'italiano un po' buffo tipico dei giapponesi :) e pubblicato dall'ente turistico nazionale JNTO, quindi niente pubblicità di alberghi, ristoranti o parchi di divertimenti...


La Piccola Guida del Giappone, un fascicolo formato rivista di 50 pagine, dà una serie di informazioni di interesse generale. Probabilmente migliore dei capitoli introduttivi delle guide più blasonate.


La Cartina pratica di Tokyo è la stessa mappa pieghevole 45x90 che si trova a qualunque punto informazioni della città e che ti mettono in mano all'uscita dell'aeroporto Narita.
Credo di averne già tre o quattro, ma una in più non fa male, visto che dopo dieci volte che la ripieghi per infilarla nello zaino si spacca :)
Utile soprattutto la mappa delle linee metropolitane, con i numeri e i nomi in due lingue di tutte le fermate.
Non conterei su questa come unica mappa, specialmente per avventurarsi a piedi nelle viuzze della città.

La Turist Map of Tokyo contiene solo le parti centrali della città, ma per questo molto più dettagliata e con l'ingrandimento di zone come Shinjuku, Ueno, Asakusa e attorno al Palazzo imperiale.


Carina anche la Turist Map of Japan. Mi sono accorto di non avere nessuna mappa dell'intero Giappone! Questa non è grandissima, ma per ora mi accontenterò :)

Non mi sembrava di avere richiesto l'immancabile depliant del Japan Rail Pass, eppure eccolo... magari ne parlo in un altro post ;)

La Guida rapida a Tokyo è un libricino di 60 pagine che elenca, zona per zona, i luoghi di interesse.
Un trafiletto di tre righe non permette di capire bene cosa ci sia di interessante in un tempio, un museo o un parco, ma può essere fonte di spunti e si può sempre approfondire altrove.
Certo non tutti i luoghi suggeriti sono di interesse assolutamente generale: quando ho letto a Petula della possibilità di visitare l'Impianto di depurazione dell'acqua di Kanamachi ho ricevuto minacce preventive ;)


In conclusione, anche se si tratta di materiale che si può trovare nei punti di informazione turistici, può essere utile averlo prima di partire.

Nel modulo di richiesta chiedono di indicare la meta del viaggio.
Preso da nipponica onestà, io avevo richiesto solo le informazioni generali e quelle su Tokyo.
Ripensandoci, avrei potuto selezionare tutte le opzioni disponibili e indicare una serie di destinazioni immaginarie, così da farmi mandare tutto il materiale disponibile.
Quasi quasi, con italica furbettaggine, rifaccio la richiesta con un altro nome :)

lunedì 27 aprile 2009

Grandi-grandi tamburi in Italia

Per chi volesse vedere una loro performance senza andare fino in Giappone, i Kodō [鼓童] saranno in Italia nel prossimo mese, con quattro tappe del loro One Earth Tour.

[Foto di Wesley Oostvogels da Flickr]

Le date sono:
  • 15 maggio, Firenze - Teatro Verdi
  • 19 maggio, Reggio Emilia - Teatro Romolo Valli
  • 23-25-26-27 maggio, Roma - Auditorium Parco della Musica
  • 29-30 maggio, Milano - Teatro degli Arcimboldi

Noi abbiamo visto questo stesso loro spettacolo a Kyoto, ma una mezza idea di tornare (... tornare a vederli, non a Kyoto... almeno per quest'anno ;) ) ci sarebbe...
...anche se il 29 e 30 maggio staremo chiudendo le valige ;)

Per i biglietti mi sono informato solo per Milano: vanno da 23,50 a 40 Euro, a seconda dei posti e si possono prendere anche su TicketOne.

mercoledì 22 aprile 2009

Muoversi a Tokyo


Molti pensano che muoversi sulla metropolitana di Tokyo sia complicato.

Sicuramente a guardare la mappa delle linee viene un po' di paura,  tra sotterranee, treni metropolitani e line suburbane.


Anche il primo impatto con una parete di biglietterie automatiche sovrastata da una gigantesca mappa solo in kanji, non è dei più confortanti ;)

In realtà muoversi a Tokyo è più semplice di quanto sembri.
Anzi, credo che sia uno dei sistemi di trasporto più "a prova di idiota" che abbia visto.

Le linee sono identificate da un colore (e fin qui niente di nuovo) e da una lettera.
Le fermate di ogni linea sono numerate.
I cartelli, nelle stazioni e sui treni, hanno sempre il nome anche in caratteri romani e comunque ci si può aiutare con il numero della fermata.

Ad ogni stazione, i cartelli che si vedono dal finestrino riportano sempre la fermata prima e quella dopo.
All'interno delle stazioni le linee sono indicate continuamente secondo lo stesso schema.

Nelle grandi stazioni, come Tokyo, Shinjuku, Ueno, Shinagawa, le linee urbane della JR (Yamanote, Chūō, Sōbu) si incrociano con treni a media e  lunga percorrenza.
Il numero di binari è enorme, ma anche in questo caso non è complicato trovare quello giusto.

Diversamente che da noi, i treni su determinata tratta sono identificati come un'unica "linea" con un nome.
Anche in questo caso ogni linea è identificata da un colore.

La cosa bella è che i treni di ogni linea si fermano sempre nello stesso binario.
Non serve cercare disperatamente i tabelloni delle partenze o correre da un binario all'altro per cambiamenti dell'ultimo minuto.
Basta seguire le indicazioni della linea, dove è indicato anche il numero del binario.

Comprare il biglietto
Per acquistare i biglietti non occorre avere imbarazzanti contatti linguistici con bigliettai umani.
Ad ogni stazione ci sono numerose macchinette automatiche.

Il prezzo varia a seconda della fermata a cui si deve scendere.
Per determinarlo basta guardare sulla mappa che si trova di solito sopra le macchinette: viene sempre riportato il prezzo a partire da questa fermata.

Se alzando lo sguardo scoprite che i nomi sulla mappa sono solo in kanji niente panico!
Da qualche parte, magari nascosto dietro una colonna, c'è sempre una mappa in romaji. 
Avendo dietro una mappina delle fermate ci si può comunque aiutare con il numero della fermata.


Le macchinette hanno quasi tutte un pulsantone con la scritta "English" per cambiare scritte e vocina in inglese. Anche se non fosse, penso comunque che chiunque potrebbe usarla:

  • Controllare sulla mappa il prezzo per la destrinazione
  • Infilare i soldi, banconote o monetine. Le macchinette danno resto anche per grossi tagli di banconota
  • Premere il pulsante con il numero di "omini" corrispondenti al numero di biglietti. Si possono prendere fino a tre biglietti in una sola volta
  • Premere il pulsante con il costo del tragitto.

Attenzione solo a distinguere adulti e bambini, che pagano la metà... ma direi che la rappresentazione di un "omino" grande con uno o due "omini" più piccoli sia abbastanza chiara ;)


Attraverso i tornelli
Con il tagliandino di cartone magnetizzato così acquistato potete attraversare i famigerati tornelli.
Il biglietto viene inghiottito e sparato dall'altro lato a velocità supersonica.


Al contrario che da noi, le porte dei tornelli sono sempre aperte e si chiudono solo se uno tenta di passare senza biglietto o se vi siete "sbagliati" e il biglietto non è sufficiente per uscire a questa fermata.

Il biglietto va tenuto e ripassato nei tornelli all'uscita.
Se il biglietto è corretto (o in eccesso: l'eventuale importo in eccesso non viene rimborsato e non è riutilizzabile) il cartoncino viene inghiottito. In caso contrario le porte si sbarrano e suona un allarme.
Anche in questo caso niente panico: possiamo usare il passaggio laterale dove un bigliettaio umano ci dice quanto aggiungere (... e qui possono sorgere le difficoltà liguistiche ;) )
Ho letto della presenza di macchinette per l'integrazione dell'importo mancante, ma sinceramente non sono riuscito a distinguerle dalle altre :D

Interconnessioni
Anche i passaggi da una linea all'altra non sono poi così complicati.
Bisogna tenere presente che le linee sono gestite da tre compagnie distinte: Toei, Tokyo Metro e JR (Japan Railways).
C'è poi qualche linea privata, come la monorotaia per l'aeroporto Haneda e il treno automatico su gomme che potra a Odaiba.

Passando dalla linea di un gestore a quella di un altro bisogna fare un nuovo biglietto.

La regola è semplice:
se sulla mappa della biglietteria non c'è la destinazione che ci interessa, significa che dovremo fare un altro biglietto.

Quando in una stazione passiamo da una linea ad un'altra dello stesso gestore di solito non si attraversano tornelli.
In alcune (poche) stazioni le linee sono così distanti che si deve necessariamente attraversare dei tornelli. In questi casi il biglietto viene restituito e si riutilizza per rientrare. Mi pare di aver letto che in queste stazioni ci sono dei tornelli speciali, colorati, per il passaggio alle altre linee, ma non mi è capitato di doverli usare.

Carte ricaricabili prepagate
Se comunque volete semplificarvi ulteriormente la vita, prendete una carta ricaricabile prepagata, Suica o PASMO , sostanzialmente equivalenti, con le quali potrete non solo pagare qualunque tragitto, ma anche comprare bibite da una dei milioni di vending machine disseminate in tutto Giappone.
Unici svantaggi per i turisti: la cauzione di 500 Yen (restituita se si rende la carta) e il fatto che il credito residuo non sia recuperabile.

venerdì 17 aprile 2009

I luoghi della Città Incantata

Pochi chilometri ad ovest di Tokyo c'è un museo all'aria aperta dove Hayao Miyazaki ha tratto ispirazione per molti elementi de La Città Incantata [千と千尋の神隠し - Sen to Chihiro no Kamikakushi].


Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum [江戸東京たてもの園 - Edo Tōkyō Tatemono-en], si trova a Koganei, all'interno del parco omonimo [小金井公園 - Koganei-koen].
Solo tre fermate, sulla linea JR Chuo, dopo Mitaka, sede di un altro luogo culto per gli appassionati delle animazioni di Miyazaki: il Museo Ghibli :)

Il nome Edo Tōkyō Tatemono-En significa letteralmente "Parco degli edifici di Edo-Tokyo".
Sono stati infatti trasferiti qui o ricostruiti parecchi edifici della vecchia città, soprattutto dell'epoca Meiji (1868-1912).

Questo museo è una meta di interesse in generale, ma i fanatici di Miyazaki possono divertirsi a cercare gli scorci de La Città Incantata.

Dai bagni pubblici [Kodakara-yu - 子宝湯] al tram che porta Chihiro (Sen) a Fondo di Palude.


Dalla parete di cassettini di erbe del laboratorio di Kamaji...
...alle vie del parco dei divertimenti abbandonato.


Che sia stata fonte di ispirazione non è un mistero.
Miyazaki stesso si è fatto fotografare davanti al tram accanto ad un Senza-Volto

C'è però chi sostiene che l'esterno dell'enorme bagno termale sia ispirato allo Shima onsen, nella prefettura di Gunma, 250 km da Tokyo.
Forse non ha tutti i torti, come si vede da questa foto :)

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Il museo è aperto tutti i giorni, salvo il Lunedì, dalle 9.30 alle 17.30.
Si raggiunge con la JR Chuo Line da Shinjuku, scendendo a Musashi-Koganei. Poi 5' di autobus fino a Koganei-koen Nishi-guchi (entrata ovest del parco Koganei) oppure una passeggiata di 20'.
Per la posizione precisa guardate la GeoLocation di questo post.

[Le foto sono prese da Flikr e sono, nell'ordine, di bugrabbit, petitshoo, merec0, Adrian in Japan, gnosis / john r]

sabato 11 aprile 2009

Guerra e pace

Per chi ha in programma di visitare sia Tokyo sia Kyoto ed è interessato agli aspetti della cultura giapponese che vanno oltre la tradizione o la modernità, ci sono due musei fuori dai normali itinerari, dove vale la pena spendere qualche ora.

Mi riferisco allo Yūshūkan [遊就館] di Tokyo e al Kyoto Museum for World Peace [立命館大学国際平和ミュージアム - Ritsumeikan Daigaku Kokusai Heiwa Myūjiamu], dei quale avevamo già parlato durante il viaggio del 2008.

Vanno visti entrambi, nello stesso viaggio, per cogliere meglio il contrasto.
Portano due visioni assolutamente contrapposte della storia giapponese del secolo scorso. Da non credere che possano convivere nella coscienza di uno stesso popolo.

Lo Yūshūkan, di Tokyo, non a caso è considerato "il museo della guerra" e sorge accanto al santuario dello Yasukuni Jinja [靖国神社].

Il santuario è sempre al centro di polemiche internazionali, quando le autorità giapponesi si recano ad onorare gli "eroi di guerra", tra i quali criminali di guerra responsabili degli eccidi nelle inviasioni di Corea, Manciuria, Cina.

Tutte le esposizioni sono corredate di tabelloni tradotti in inglese, dove si possono leggere interessanti interpretazioni dei fatti storici che fanno impallidire il più accanito revisionista de' noartri, sostenitore della teoria secondo la quale "siamo andati in Libia per fare le strade" ;)

Avevo già citato qualche testo nella seconda parte di questo post.

Gli appassionati di aviazione potrebbero essere attratti in questo museo da alcuni esemplari di velivoli della II Guerra Mondiale che è impossibile vedere altrove.
Tra gli altri segnalo la "bomba pilotata" Ohka (sempre in tema di follia umana...)



I toni del museo dell'università Ritsumeikan di Kyoto sono assolutamente opposti.
Si parla apertamente di crimini di guerra, di atrocità comesse contro i popoli "occupati" (termini assolutamente proibiti allo Yūshūkan).
Si parla della vita grama della popolazione civile in periodo di guerra, ben lontana dall'allegra mobilitazione per "aiutare la patria".

Il museo è molto vicino al Kinkaku-ji (il Padiglione d'Oro) quindi non costringe a deviazioni dagli itinerari del turista medio.
E' abbastanza piccolo e si visita velocemente. Consigliata l'audioguida in inglese, gratuita.
Trovate informazioni sul sito ufficiale (in inglese) e la mappa per raggiungerlo.



Se pensate di passare anche per Hiroshima, è ovviamente consigliato completare il percorso con il Pace Memorial Museum.
Non ha bisogno di introduzioni, visto che ogni turista che va ad Hiroshima lo fa per visitare il Parco e il Museo della Pace.

Se siete a Kyoto o Osaka, considerate che Hiroshima può essere tranquillamente meta di una gita di giornata: poco più di un'ora e mezza di shinkansen.
(BTW: la testata di questo blog è una foto degli origami della gru, lasciati dai bambini al Parco della Pace, secondo un'antica tradizione).

mercoledì 1 aprile 2009

Uno strano orologio

[Post corretto dopo la pubblicazione]
A Shinbashi - Tokyo, c'è un gigantesco orologio animato disegnato da Hayao Miyazaki, che ricorda nelle forme il Castello di Howl.

L'orologio, interamente costruito in rame, alto 12 metri e largo 18, è attaccato alla facciata del secondo piano del palazzo della Nittere [ニッテレ] - Nippon TV.

A orari fissi le figure umanoidi con testa di lampadina o di campana e un'infinità di piccoli dettagli curiosi, si animano al ritmo di una musica da cartone animato.

La posizione precisa è nella "GeoLocation" di questo post.

Questo video preso da YouTube rende un po' l'idea (anche se l'autore era convinto di trovarsi a Ginza ;) )


Gli orari delle "rappresentazioni" dovrebbero essere: 10 (solo il sabato), 12, 15, 18 e 20, come risulta dal cartello fotografato dall'autore del blog Giapponizzati , che proprio in questi giorni si trova da quelle parti.
Il cartello (tradotto con l'aiuto di anna, che ringrazio) dice anche che il movimento inizia 2'45'' prima dello scoccare dell'ora e dura 3'40'' (precisi 'sti Giapponesi! :) )



Quando si dice che l'orologio è appoggiato alla facciata del secondo piano del
grattacielo, non si pensi a qualcosa di sospeso a metri di altezza.
Il secondo piano si affaccia sull'intreccio di passaggi sospesi a più livelli che attraversa tutta Shimbashi e si interseca con i sottopassi e le soprelevate stradali e ferroviarie.


Come ho già avuto occasione di dire, in alcune zone Tokyo è già la città futuribile costruita su più livelli, immaginata dagli urbanisti o dagli artisti di inizio secolo.