E' raro trovare gli Okonomiyaki dalle nostre parti, nei ristoranti giapponesi che spesso non vanno molto oltre il sushi (specialmente quelli fighetti milanesi :P )
L'Okonomiyaki [お好み焼き? - letteralmente "griglia quel che ti pare"] è originario di Ōsaka, ma diffusissimo in tutto il Giappone.Il successo è dovuto probabilmente al fatto che è un piatto dove ci puoi mettere di tutto (un po' come la pizza) e che si mangia in socialità (un po' come la raclette), seduti attorno ad un tavolo-piastra elettrica.
La base è una pastella di acqua, farina e uovo, con cavolo tritato.
A questi si aggiungono altri ingredienti a fantasia: seppia, gamberetti, maiale (occhio vegetariani o macrobiotici!).
Tutto tritato fine e cotto su una piastra fino a prendere l'aspetto di una frittatona.
L'Okonomiyaki viene poi di solito cosparso di Katsuobushi [鰹節?], striscioline sottili di tonno essiccato, fermentato e affumicato.
Meno terribile di quanto sembri dalla descrizione... il sapore è molto delicato.
Solo un po' inquietanti quando le striscioline si muovono e contorcono, col calore, come fossero vive :D
Gli Okonimiyaki appartengono alla categoria di cibi chiamati Konamono [粉物? - lett. "cose di farina"... quindi anche la nostra pasta, o la pizza, sarebbero "konamono" :) ].
Un altro rappresentante di questa categoria di cibi è il Monjayaki [もんじゃ焼き?], un piatto originario di Asakusa, Tokyo.
Simile all'Okonomiyaki, ma senza l'uovo.
Un altro rappresentante di questa categoria di cibi è il Monjayaki [もんじゃ焼き?], un piatto originario di Asakusa, Tokyo.Simile all'Okonomiyaki, ma senza l'uovo.
Quello tipico è fatto con micro-gamberetti e striscioline di seppia, secchi.
La "pastella" risultante è molto più liquida di quella dell'Okonomiyaki.
Per questo la cottura fai-da-te è MOLTO più complicata!
Non basta spargere il composto sulla piastra e aspettare che cuocia.
Gli ingredienti non vengono mischiati "a priori". Devono essere messi sulla piastra in un ordine e modo ben preciso, come illustrato da questo sito.
Si unge la piastra ben calda.
Non basta spargere il composto sulla piastra e aspettare che cuocia.
Gli ingredienti non vengono mischiati "a priori". Devono essere messi sulla piastra in un ordine e modo ben preciso, come illustrato da questo sito.
Si unge la piastra ben calda.
Si mettono gli ingredienti solidi; si schiacciano e triturano con la spatola, mentre si lascia il Katsuobushi a scaldare su un lato della piastra.
Quando sono cotti al punto giusto, si scava un cratere al centro, si versano il composto liquido.
Quando sono cotti al punto giusto, si scava un cratere al centro, si versano il composto liquido.
Solo dopo qualche minuto (il mitico "quanto basta") si mescola tutto.

Il processo dev'essere tutt'altro che semplice, anche per gli autoctoni.

Il processo dev'essere tutt'altro che semplice, anche per gli autoctoni.
Noi abbiamo provato il Monjayaki in un ristorantino di Tokyo.
L'omino del ristorante ci ha seguito in tutta l'operazione, ma abbiamo notato che osservava continuamente, con disapprovazione, un gruppo di massaie giapponesi che evidentemente non seguiva la procedura alla lettera.
La particolarità del Monjayaki dipende proprio dal composto inizialmente molto liquido, che ci mette molto a solidificare.
Continua a cuocere mentre lo mangi.
Gusto e consistenza cambiano man mano che il pasto prosegue.
A Tokyo c'è una via con decine e decine di ristoranti, tutti specializzati in Okonomiyaki e Monjayaki.
A due passi dalla fermata di Tsukishima [月島?] (linee Yarakucho e Toei Oedo - vedi mappa), in una zona residenziale poco frequentata dai turisti, a poche fermate di metro dal centro.
Visualizza la mappa in dimensioni maggiori
Dopo aver percorso tutta la via avanti e indietro ci siamo infilati in uno a caso, secondo il criterio "ha le foto sul menu, così possiamo puntare col ditone quello che vogliamo" :)
Siamo capitati bene. Un ristorantino di sei tavoli con un oste molto simpatico.
Gli faccio volentieri pubblicità, se qualcuno dovesse capitare da quelle parti eccone il biglietto da visita :)
Se invece qualcuno passa da Milano, l'altro giorno abbiamo provato un ristorante, Oasi giapponese, dove fanno gli Okonomiyaki (ma non i Monjayaki).
Visualizza la mappa in dimensioni maggiori
Dopo aver percorso tutta la via avanti e indietro ci siamo infilati in uno a caso, secondo il criterio "ha le foto sul menu, così possiamo puntare col ditone quello che vogliamo" :)
Siamo capitati bene. Un ristorantino di sei tavoli con un oste molto simpatico.
Gli faccio volentieri pubblicità, se qualcuno dovesse capitare da quelle parti eccone il biglietto da visita :)
Se invece qualcuno passa da Milano, l'altro giorno abbiamo provato un ristorante, Oasi giapponese, dove fanno gli Okonomiyaki (ma non i Monjayaki).
Un posto decisamente poco fighetto dove fanno un sacco di piatti che di solito non si trovano nei ristoranti giapponesi dalle nostre parti.
















